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Torna alla home page... Data Odierna: 11 Giugno 2026   
Inaugurazione Anno Accademico: uno spunto di discussione

Un weekend molto movimentato quello del 28 – 31 gennaio. Iniziato con la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2010 tenuta al Polo Zanotto e proseguito poi con INFINITAMENTE 2010.
Un folto pubblico ha seguito la cerimonia di sabato mattina: ad un articolato discorso del Magnifico Rettore, Prof. Alessandro Mazzucco, sono seguiti gli interventi del Sottosegretario al Ministero dell’Economia, on. Alberto Giorgetti e del rappresentante degli Studenti, Carlotta Cena. Quest’anno la Lectio Magistralis è stata affidata a Massimo Piattelli Palmarini, professore di Scienze cognitive all’Università dell’Arizona e scienziato affermato a livello internazionale

UnivrMagazine riporta ampi resoconti della manifestazione e sul sito dell’Ateneo, sono disponibili le slides proiettate dal Prof. Piattelli Palmarini, durante il suo intervento. Invitiamo chi desidera approfondire i temi della manifestazione a cliccare sui links inseriti nella parte sinistra di questa pagina.

Noi abbiamo scelto di accogliere in questo spazio un articolo del quotidiano “L’Arena” che si sofferma su un particolare della mattinata: lo scarso numero degli studenti presenti in aula; particolare rilevato, peraltro, dallo stesso prof. Piattelli Palmarini, al termine del suo intervento.

Questa scelta vuole costituire uno spunto per avviare una discussione sull’argomento: E’opportuna in queste occasioni una maggiore presenza degli studenti? Occorre cambiare qualcosa nell’organizzazione della giornata per attirare di più il pubblico giovanile?
Oppure l’inaugurazione dell’Anno Accademico è una manifestazione rivolta soprattutto alla città e quindi alle istituzioni che la rappresentano e ai cittadini? Attendiamo i vostri commenti.

Ecco l’articolo pubblicato dal quotidiano veronese dal titolo: Gli studenti? Solo quattro gatti.

“Alla cerimonia di apertura dell'anno accademico erano presenti rettore, docenti, assistenti, personale amministrativo e cariche politiche, mancavano solo loro, i diretti interessati: gli studenti. Matricole e laureandi si potevano contare sulle dita di una mano, nonostante la decisione da parte dell'università di chiudere durante la manifestazione sportelli, uffici, aule di informatica e di sospendere le lezioni. Risultato: ateneo semi deserto.
Martina Aldigheri, 23 anni, studentessa del corso di laurea magistrale in Editoria e comunicazione multimediale, dice: «Purtroppo gli studenti vedono questo genere di iniziative come rivolte solamente agli addetti ai lavori. C'é anche da sottolineare che in generale i miei "colleghi" non sono molto interessati agli avvenimenti dell'ateneo, mentre prestano più attenzione a ciò che accade al di fuori dell'università».
Alessandra Borella ha 24 anni ed è studentessa della facoltà di Lettere, spiega: «Secondo me l'entrata in vigore del nuovo ordinamento con la conseguente riforma del sistema dei crediti universitari sia stato positivo per il nostro ateneo, anche se a parer mio, la mole di preparazione necessaria per il superamento di certi esami non è ancora equa rispetto ai crediti assegnati. Un altro problema è rappresentato dalla poca attinenza degli insegnamenti accademici con il mondo del lavoro. Ma rispetto ad altri atenei italiani, stando a ciò che mi riferiscono i miei coetanei, Verona sembra funzionare piuttosto bene».
L'intervento di Carlotta Cena, rappresentante degli studenti e appartenete al gruppo «Student Office», tocca un problema sentito da molti: la scarsità di aule. Carlotta afferma: «La situazione di ristrettezze economiche ha contribuito a rallentare le istituzioni nei possibili investimenti attuabili nel breve periodo, tra i quali quelli destinati all'ampliamento degli spazi dedicati alle aule studio».
Alessandro Tommoli, 24 anni, studente di Filosofia, spiega: «Quello delle aule è un problema che esiste da sempre e negli anni non può far altro che peggiorare. Sono venuto all'inaugurazione dell'anno accademico con la speranza di sentire qualcosa di realistico. Ho come l'impressione che i veri problemi vengano minimizzati, a volte nominati, ma non affrontati» I.P..”