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Torna alla home page... Data Odierna: 5 Settembre 2010   
Laurea honoris causa al prof. Mario Draghi

L'intervento di Draghi è stata un'ampia panoramica dello stato attuale dell'economia, partendo dall'Italia. Il governatore ha ricordato che nel terzo trimestre il Pil è salito dello 0,6%, interrompendo una sequenza di cinque cali consecutivi, e che la ripresa è stata guidata dal recupero delle esportazione, il primo dopo cinque trimestri di calo. Anche i consumi hanno registrato un lieve incremento, +0,4% grazie soprattutto al sostegno pubblico per l'acquisto di beni durevoli, mentre gli investimenti sono aumentati dello 0,3% dopo sei trimestri.

Il recupero, ha analizzato Draghi, prosegue adesso nel quarto trimestre, sia pure a un ritmo più contenuto: la crescita acquisita (che si avrebbe cioè se nei prossimi trimestri si registrasse crescita zero) per il prossimo anno è dello 0,4%. Ma la ripresa globale, ha osservato il governatore, è largamente debitrice del sostegno pubblico.

Riferendosi alla laurea in statistica ricevuta oggi, Draghi ha sottolineato l'importanza del ruolo della statistica pubblica, che non deve essere contrapposta a sondaggi d'opinione o a superficiali ricerche di mercato: "La statistica è essenziale per la politica economica: rivelando la realtà scuote le persone dall'ignoranza, comoda per giustificare l'inerzia dei loro comportamenti, prepara e informa il consenso politico necessario per l'azione conseguente, a cui dà il sostegno essenziale per misurarne l'intensità e la precisione. Perciò la discussione della politica economica deve ancorarsi a informazioni quantitative da tutti ritenute affidabili, più che a sondaggi spesso espressione di un'opinione pubblica largamente disinformata". Per questo, ha detto Draghi, l'indipendenza della statistica è "essenziale e va tutelata in ogni suo aspetto".

Approfondendo i temi della politica economica italiana, Draghi ha ricordato l'importanza del sostegno al mondo del lavoroi, «il sistema italiano di ammortizzatori sociali è notoriamente frammentato. Nei suoi tratti di fondo, si basa su uno schema assicurativo generale con un grado modesto di copertura, l'indennità di disoccupazione ordinaria, e su uno schema settoriale, la Cassa integrazione guadagni, essenzialmente limitata ai comparti industriali, cui si aggiungono altre misure come l'indennità di disoccupazione a requisiti ridotti».

Ne consegue - dice Draghi - «una copertura assicurativa estremamente eterogenea per settore, per dimensione di impresa e per contratto lavorativo. Il Governo ha fronteggiato questa situazione operando sugli strumenti esistenti, estendendone temporaneamente la copertura e ammettendo deroghe ai criteri di accesso e durata. La valutazione dell'adeguatezza di questa struttura degli ammortizzatori sociali, necessaria per comprendere le ripercussioni della crisi occupazionale sulla domanda aggregata e sul capitale umano, oltre che per ragioni di equità, si scontra con la mancanza di informazioni sul suo grado di copertura effettivo. Per supplire a questo vuoto informativo, la Banca ha fatto ricorso ai dati raccolti dall'Istat e dall'Inps, stimando che circa 1,2 milioni di lavoratori dipendenti non avrebbero copertura in caso di interruzione del rapporto di lavoro, a cui si affiancano 450.000 lavoratori parasubordinati che non godono di alcun sussidio o che non hanno i requisiti per accedere ai benefici introdotti dai provvedimenti del Governo».