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FUSIONI TRA BORSE: FOCUS SUL CASO LONDON STOCK EXCHANGE – BORSA ITALIANA NELLO SCENARIO INTERNAZIONALE
Barbara Ceccon Tesi della tesi: “Il processo di fusione tra Borse. Il caso LSE e Borsa Italiana S.p.A.” Corso di Laurea Magistrale in Economia delle Imprese e dei Mercati Internazionali Data di laurea: 24/11/2011 _________________________________________________________________________________ L'integrazione fra Borse è un tema estremamente attuale ed una realtà sempre più concreta nel panorama finanziario internazionale. Tra i progetti di fusione tra Borse riveste particolare importanza il caso di Borsa Italiana e London Stock Exchange cosidetta Borsa Valori inglese, che ha dato vita nel 2007 ad un colosso finanziario del calibro di London Stock Exchange Group, il principale gruppo borsistico europeo. Il nuovo gruppo avrebbe offerto significativi vantaggi ai propri clienti e azionisti unendo due modelli di business altamente efficienti e complementari. I punti di forza di Borsa Italiana nel mercato azionario italiano, nei derivati, nei titoli a reddito fisso e nei servizi di post trading sarebbero stati coniugati con quelli della London Stock Exchange. Il risultato è stato una realtà finanziaria in grado di sfruttare le dinamiche macroeconomiche più favorevoli del mercato italiano, capace di unire le caratteristiche migliori delle piazze finanziarie italiane e del Regno Unito. La società holding del gruppo risultante da quest'operazione finanziaria ha dunque un profilo internazionale e, nel concreto, i clienti hanno potuto beneficiare di prodotti maggiormente diversificati e di un mercato sempre più efficiente, proiettato verso una dimensione globale. Prendendo in considerazione il conto economico di entrambi i gruppi dal 2006 al 2011 è possibile analizzare i risultati prima e dopo la fusione. Per quanto riguarda Borsa Italiana si può osservare che, fra il 2007 il 2009, si è verificato un aumento esponenziale del risultato netto passato da 37.133 milioni di euro al 31 dicembre 2007 a 78.773 al 31 marzo 2009, con un aumento del numero delle società entrate a far parte del gruppo. Anche i costi operativi totali per Borsa Italiana sono cresciuti dal 2005 al 2007. Nel periodo compreso fra 2009 e 2011, è nel 2010 che il dato ha visto il maggior rialzo con un peso sui ricavi totali di circa il 71%, in aumento rispetto al 2009 per l'incorporazione delle attività di BIt Systems (società che ha lo scopo di gestire e sviluppare i sistemi informativi) e PAGS (Piazza Affari Gestione & Servizi S.p.A che si occupa di garantire un’efficiente gestione operativa di Palazzo Mezzanotte, sede storica della Borsa). London Stock Exchange, nonostante l'aumento esponenziale dei costi, evidenzia dei buoni ricavi totali poiché diverse acquisizioni hanno avuto successo e contribuito a migliorare l'efficienza operativa, portando un aumento delle performance finanziarie. La riflessione su questi dati di bilancio sottolinea il contributo portato da Borsa Italiana che ha permesso alla London Stock Exchange di collocarsi fra le principali più competitive Borse del mondo e a se stessa di essere considerata nell’ambito dei maggiori mercati azionari. Importante è analizzare l'impatto delle integrazioni sugli equilibri del settore borsistico a livello mondiale e si devono considerare fattori quali la capitalizzazione, il numero delle imprese quotate, il volume e il valore degli scambi confrontando i dati prima e dopo le fusioni. Da notare che il gruppo London Stock Exchange-Borsa Italiana dopo la fusione si colloca, nell'ambito dei dieci maggiori mercati azionari, al terzo posto per capitalizzazione con 5137 miliardi di USD; al quarto posto con 3569 imprese quotate; all'ottavo posto con un volume di scambi in migliaia pari a 107.591; al terzo posto con un valore di scambi di 107.591 miliardi di USD. Integrazione e complementarietà tra sistemi e opportunità di sviluppo in specifici settori hanno rappresentato gli elementi chiave della fusione tra Borsa Italiana e London Stock Exchange, un'operazione che può essere considerata un modello da seguire per realizzare quella collaborazione e quella partnership da sempre auspicata tra Italia e Regno Unito. L'Italia ha dimostrato di poter fornire un apporto significativo nel campo dei servizi finanziari, settore nel quale il suo contributo non era così apprezzato. L'accordo London Stock Exchange - Borsa Italiana è da intendersi come un'integrazione avvenuta in un'ottica difensiva. Se la Borsa di Londra è riuscita a controllare il rischio di acquisizioni ostili, aumentando le proprie dimensioni e riaffermando un ruolo centrale nel mercato europeo, Borsa Italiana ha difeso il proprio mercato di dimensioni contenute, se paragonato ad altre Borse europee, da operazioni di acquisto che l'avrebbero privato delle sue peculiarità. Oggi, dopo alcuni anni da questa importante fusione, sembrano essere sempre più riconoscibili i benefici dell'integrazione, derivanti dalla complementarietà delle attività svolte prima della fusione dalle due Borse. L'esempio di Borsa Italiana mostra come l'individuazione, nel Regno Unito e in Italia, così come in altri paesi, di aziende che offrano occasioni di complementarietà di abilità e competenze diverse, rappresenti un'opportunità per far crescere, in qualità e quantità, il sistema produttivo italiano. Dopo il fallimento nel giugno 2011 dell'accordo fra London Stock Exchange e TMX group ( compagnia con la funzione di controllare il listino azionario canadese di Toronto), che avrebbe creato un altro colosso finanziario internazionale, riapre il toto fusioni e il panorama finanziario si complica. Il fallimento di questo accordo ha determinato una profonda incertezza sui mercati borsistici e non è facile immaginare come si caratterizzerà lo scenario delle alleanze. L'imperativo di ridurre i costi e di affrontare la concorrenza di piattaforme alternative continua a caratterizzare i mercati finanziari spingendoli verso un consolidamento e un'alleanza globale fra Borse. Una volta fallito l'accordo London Stock Exchange-Tmx i riflettori si spostano di nuovo sulla London Stock Exchange e sul Nasdaq (National Association of Securities Dealers Automated Quotations, Borsa americana con il più alto volume di contrattazioni ogni giorno) la cui offerta da 11,3 miliardi di dollari per Nyse (New York Stock Exchange)-Euronext (gruppo che gestisce la Borsa Valori paneuropea a struttura federativa comprendente le Borse di Parigi, Lisbona, Amsterdan e Bruxelles) era stata bloccata nel maggio 2011 dalle autorità Usa. La Borsa di Londra è ora considerata facile preda da parte di altri gruppi. I cacciatori più quotati sono il Nasdaq e il Singapore Exchange. Singapore è di gran lunga la Borsa più ricca delle tre in gioco e potrebbe certo creare, alleandosi con London Stock Exchange-Borsa Italiana, un megagruppo con forti sinergie tra Europa ed Asia. Il Nasdaq sembra il pretendente più accreditato perché ha già dimostrato il suo interesse tentando due volte di acquistare London Stock Exchange nel 2006. Dal canto suo Nasdaq non può indebitarsi ulteriormente e potrebbe ripiegare sull'acquisizione di una quota di minoranza di Lch Clearnet, la maggiore cassa di compensazione europea cui stanno puntando sia il gruppo britannico Markit che London Stock Exchange. L'acquisto di Lch Clearnet da parte di London Stock Exchange permetterebbe una maggiore diversificazione e un potenziale forte aumento dei ricavi di settore, considerando che la London Stock Exchange controlla già la Cassa di Compensazione e Garanzia in seguito alla fusione con Borsa Italiana nel 2007. Le novità fra le grandi operazioni di consolidamento potrebbero riguardare le Borse del blocco asiatico nei confronti di quelle europee. Hong Kong ha già fatto sapere di essere alla ricerca di una grande alleanza internazionale, proprio mentre la Singapore Exchange ha lanciato un'offerta sull'australiana Asx. Anche il listino della Malesia sembra aperto ad eventuali partnership visto le annunciate aggregazioni, poi rientrate, con Filippine, Singapore e Thailandia. Sull'ondata di consolidamento delle Borse a livello globale il ruolo di London Stock Exchange group è determinante: sfumata l'opportunità canadese e allontanatasi l'ipotesi di un matrimonio con il Nasdaq, la Singapore Exchange sembrava un altro pretendente accreditato, alla ricerca di un affare da concludere dopo la delusione dell'offerta sulla Borsa australiana. Le voci di un accordo che creerebbe una potenza economica con forti sinergie tra Europa ed Asia non sono confermate. Comunque andrà è cruciale il ruolo di London Stock Exchange group, una realtà finanziaria che si è imposta nel panorama internazionale con decisione anche grazie al contributo di Borsa Italiana. La sua rilevanza, trattandosi della seconda delle cinque piattaforme mondiali più attive negli scambi, resta fondamentale in vista di eventuali accordi, futuri quanto imprevedibili, che modificheranno di certo l'assetto finanziario globale. |
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