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LE FONDERIE ARTISTICHE IN BRONZO: FUSIONE DI ARTE, ARTIGIANATO E IMPRENDITORIALITA’
Neo Laureato: ARIANNA PAOLINI Tesi: LE FONDERIE ARTISTICHE IN BRONZO: FUSIONE DI ARTE, ARTIGIANATO E IMPRENDITORIALITA’ Materia: Economia e Gestione delle Imprese Industriali Relatore: Prof. FEDERICO TESTA Votazione: 110/110 e lode data di laurea: 23/09/2002 Indirizzo: Via M. Ferrari, n.31/B - 36053 Gambellara (VI) Telefono: Tel. 0444 649898 - Cell. 339 4255623 " Sul Bronzo si sono scritte e riscritte le coordinate della storia dell’umanità nell’alternarsi delle culture e del loro divenire… …il Bronzo, inattaccabile dal tempo e dagli eventi, continua il suo nobile impegno: raccontare …ricordare". Mario Rigoni 1. Le fonderie artistiche e l’arte. Il settore delle fonderie artistiche nel Veneto rappresenta l’apice di un prezioso artigianato che ha fatto conoscere le nostre città oltre i confini nazionali e che ha fatto giungere nel "bel paese" i più importanti nomi della scultura mondiale. La dimensione globale di tale comparto, decisamente ridotta, non sminuisce l’importanza che queste fonderie hanno assunto per molti scultori prestigiosi nazionali e non. Infatti, molti sono i nomi di grandi artisti che hanno scelto la perizia manuale dell’artigianato di casa nostra per fondere le loro opere d’arte, basti pensare a Mirò, Minguzzi e Pomodoro. L’arte della fusione in bronzo è un’abilità tutta italiana che fonda le sue radici in tempi remoti; le fonderie artistiche in bronzo sono, quindi, le depositarie di un bagaglio prezioso di tradizione e arte. Tale settore si inserisce in quella realtà complessa, ma affascinante che è il mondo dell’arte. Questo contesto sta subendo negli ultimi anni una serie di trasformazioni che non possono non influenzare, anche se indirettamente, l’operatività, ma soprattutto, il possibile sviluppo delle stesse fonderie artistiche. L’avvicinamento dell’arte alla vita quotidiana, il ruolo che essa va assumendo nella definizione dell’identità del singolo individuo e, non da ultimo, il rapporto che l’arte stessa sta instaurando con le imprese, diventando per loro un asset strategico, fanno sì che l’arte stia dimostrando di essere sempre più un catalizzatore formidabile per l’economia, capace di attrarre vasti settori del pubblico. 2. Il settore delle fonderie artistiche Lo studio di questa "categoria" (fonderie artistiche in bronzo) è risultato fin da subito complesso visto che essa rappresenta una specializzazione del più ampio settore delle fonderie artistiche in generale, che già di per sé stesso risulta piuttosto limitato e variegato. Oltre alla limitatezza del settore, si è aggiunta anche la mancanza di un’associazione di categoria dove recuperare le informazioni necessarie e il fatto che le fonderie artistiche in bronzo nelle Camere di Commercio e all’Istat vengono inglobate nella categoria "fusione di altri metalli non ferrosi" che raccoglie imprese non necessariamente affini o, comunque, sicuramente non tutte artistiche. I dati per definire il settore provengono, quindi, da ricerche effettuate su Internet e da elaborazioni delle informazioni raccolte sottoponendo tutte le fonderie artistiche del Veneto (circa 30) ad un questionario telefonico. Dal risultato dell’indagine si ricava che il settore delle fonderie artistiche in Italia conta 166 imprese concentrate in gran parte in Lombardia (41%), nel Veneto (16,3%) e in Toscana ( 13,9%). Dallo studio, inoltre, è emerso che il settore delle fonderie artistiche in generale include una pluralità di imprese che presentano caratteristiche non strettamente simili tra loro. Per tale motivo, si è focalizzata l’attenzione su una precisa area d’affari costituita da quelle fonderie che presentano tre fattori di omogeneità legati rispettivamente al metallo utilizzato nella fusione, al prodotto e al metodo di fusione. Si è deciso, quindi, di considerare tutte quelle fonderie che fondono principalmente il bronzo, che producono monumenti, portali, statue in tirature limitate e che utilizzano metodi di fusione tradizionali, in particolare quello di fusione "a cera persa". L’area d’affari delineata comprende nel Veneto 11 fonderie: cioè il 42,3% del totale delle fonderie artistiche individuate nella regione. Tali fonderie sono concentrate soprattutto a Verona (6) e a Vicenza (4) e la maggior parte di esse nascono da uno stesso ceppo: gli allievi di ieri, che lavoravano tutti nella stessa fonderia sono i maestri di oggi, che hanno dato vita a nuove realtà imprenditoriali. Dalle interviste raccolte dai fonditori si è potuto comprendere che l’avvio di concrete esperienze imprenditoriali fu il risultato del combinarsi di una serie di fattori, fra i quali: - un mercato, quello della scultura e dell’arte in generale, che ha dimostrato sempre una certa stabilità. Bisogna tener presente, poi, che sono sempre meno gli artisti che si cimentano nella fusione delle proprie opere, sia per la mancanza di conoscenze delle tecniche fusorie, sia per i costi che sarebbero elevati. Nell’arte fusoria, poi, il marchio "Made in Italy", più che in altri settori, richiama immediatamente l’idea di qualcosa di unico e speciale; - una tipologia di lavoro che non richiedeva particolari macchinari, ma semplicemente un po’ di spazio e un forno dove cuocere le forme. Tutta l’attività era ed è ancorata all’esperienza del personale, che è stata acquisita ed affinata "on the job" - la disponibilità di forza lavoro sufficiente a far fronte alle esigenze delle fonderie. La manodopera manteneva spesso solidi legami con l’ambito familiare e territoriale. Inoltre, il reclutamento di personale a quei tempi non rappresentava un problema: era facile trovare persone che accettassero di lavorare in un ambiente così poco invitante quale era la fonderia; - una tipologia di attività che non richiedeva una particolare cultura di approccio al mercato o la costituzione di una rete commerciale per la vendita del prodotto. Trattandosi di un lavoro su commessa erano gli stessi scultori, galleristi, enti pubblici e religiosi che si rivolgevano alla fonderia per la fusione. 3. Gestione e sviluppo delle fonderie artistiche in bronzo Il quadro generale che emerge dall’analisi strutturale e gestionale delle fonderie artistiche in bronzo del Veneto risulta tutto sommato rassicurante. Tale affermazione deriva non solo dalle positive performance correnti, ma anche dalla convinzione che, nonostante le indubbie difficoltà che esse dovranno affrontare per portare avanti il proprio mestiere e per crescere, queste imprese, di stampo artigianale, hanno tutte le carte in regola per potersi inserire nelle nuove tendenze dei mercati. Certo, la sensazione iniziale è quella di trovarsi di fronte ad un comparto che, date le dimensioni, lo stile imprenditoriale basato ancora sul "capitalismo personale" e l’attenzione rivolta prevalentemente alla produzione che ai rapporti con il mercato, non appare avere buone prospettive per svilupparsi e per, in un certo senso, vitalizzarsi. Dalle interviste rivolte ad alcuni fonditori, poi, sono emersi altri problemi che sembrano ostacolare ulteriormente l’evoluzione di queste fonderie artistiche. La carenza di manodopera specializzata, dovuta principalmente all’esaurirsi del bacino di lavoro che alimentava la crescita dell’impresa e alla mancanza di giovani disposti ad imparare ed appassionarsi a questo mestiere, appare la questione principale che le fonderie devono affrontare per continuare a vivere. La politica di reclutamento degli immigrati potrebbe ovviare a questo problema, ma non risulterebbe un volano sufficiente ad alimentare e rendere continuativa la crescita dimensionale delle aziende. La successione, poi, questione propria delle piccole imprese, rappresenta un problema per queste fonderie, che per poterlo affrontare devono convincersi che essa può essere una formidabile opportunità di rilancio dello sviluppo aziendale e non necessariamente una fonte di difficoltà per l’impresa. Infine, c’è il problema della formazione che fonda le sue radici nel metodo di apprendimento "on the job" adottato finora da queste imprese. La questione sorge anche per il fatto che nelle fonderie artistiche c’è una scarsa propensione a diffondere i segreti del mestiere ed ora, che i lavoratori più vecchi cominciano ad abbandonare l’attività, risulta sempre più difficile riprodurre il sapere minimo necessario per tramandare il mestiere alle nuove leve. Inoltre, il sapere produttivo che discende dall’esperienza risulta sempre meno adatto ad affrontare la complessità dell’ambiente esterno: esso ha bisogno di essere affiancato da quel sapere formale che si acquista mediante un certo percorso di formazione o ricerca e che deve essere compiuto prima di entrare nel processo produttivo vero e proprio. Per affrontare e superare queste difficoltà le fonderie devono, quindi, muoversi verso tre direzioni: devono crescere, differenziarsi ed investire in risorse umane. La crescita risulta essere una via obbligatoria visto la dimensione dei mercati. Tuttavia, per le fonderie artistiche la crescita per via interna, pur essendo quella preferita, non risulta facilmente praticabile, in particolare quella estensiva, perché il sistema locale non fornisce, oggi, lavoro e professionalità sufficienti per progetti di crescita consistenti. Una via praticabile di crescita potrebbe essere rappresentata da accordi ed alleanze tra fonderie che farebbe acquisire loro un’estrema flessibilità. Tali accordi ed alleanze permetterebbero, da un lato, la concentrazione e la specializzazione delle risorse aziendali nelle aree di eccellenza e, dall’altro, di accedere a quelle abilità e conoscenze che sono troppo rischiose e costose per essere sviluppate internamente. Le alleanze tra fonderie artistiche potrebbero anche dar vita ad Associazioni con il compito di far conoscere questo mestiere e di valorizzare nel sistema locale tale attività. Per poter attuare questi accordi, però, le fonderie artistiche devono uscire dal loro individualismo e spezzare la loro diffidenza nei confronti dei potenziali patner. Oltre a crescere, le fonderie devono anche differenziarsi per rendere riconoscibile e preferibile la loro offerta rispetto a quella dei concorrenti, anche se in tale settore la concorrenza non risulta particolarmente spietata. Le fonderie potrebbero, quindi,: introdurre altri metodi di fusione (ad esempio la tecnica "a ceramica" che consente di abbreviare in modo rilevante i tempi di fusione), andando così incontro alle necessità di ogni singolo artista. In tal modo le fonderie potrebbero ampliare la loro offerta ed integrare la gamma dei loro servizi. Per far questo, però, esse dovrebbero innanzitutto acquisire la conoscenza delle altre tecniche e, poi, trovare la manodopera specializzata o disposta a formarsi in tale attività; approfittare dello stretto legame di fiducia e di forte collaborazione che esiste con i loro clienti/scultori, offrendo ad essi non solo una buona fusione, ma una serie di servizi, non necessariamente legati all’attività principale. Tali servizi come, per esempio, la creazione di una galleria dove far esporre i propri clienti o la creazione di mostre o di altri eventi, darebbero la possibilità agli scultori di farsi conoscere dal pubblico e permetterebbero alle fonderie di assumere un ruolo attivo in quel mercato della scultura, in cui sono sempre state considerate terziste nei confronti degli scultori. La fonderia diventerebbe così non solo una promotrice dell’arte, ma anche un intermediario tra artista e committenza, che è quello che gli scultori ricercano. Ovviamente, tali iniziative richiederebbero il reclutamento di persone in grado di organizzare l’attività di questo genere, che non rientra, certamente, nelle normali abilità di un fonditore. Ecco perché le fonderie devono iniziare ad investire in risorse umane; esse hanno sempre più bisogno non solo di manodopera specializzata, ma anche di professionalità innovative. Le fonderie sembrano, quindi, trovarsi ad un punto di svolta. Certo, i cambiamenti da attuare sono molti e radicali, ma se esse riusciranno ad essere flessibili ed a far tesoro dei consigli che derivano dal rapporto di collaborazione che necessariamente si instaura tra artista e fonditore, potranno inserirsi agevolmente nelle nuove tendenze del mercato, senza, tuttavia, distaccarsi dalla loro matrice originale, che ha consentito loro di sopravvivere e svilupparsi fino ad oggi. |
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